Questo articolo è tratto dal mio libro: “L’Impresa di Evolvere. Come incrementare il valore della tua azienda nel mercato di oggi.”

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È ancora molto diffuso nella nostra cultura imprenditoriale, il principio per cui non serva imparare a gestire le persone, e che basti occuparsi di produrre, amministrare e magari anche vendere, per mandare avanti l’azienda.

Tutto ciò per le ragioni che abbiamo già raccontato abbastanza nei capitoli precedenti, cioè la mentalità, le abitudini, la pigrizia, la presunzione.

Ebbene, nel mercato di oggi non può esserci impresa, tantomeno prospera e stabile, senza leadership, e non può esserci leadership senza una adeguata capacità di comunicare!

E questo vale anche per le piccole e le micro-realtà, non solo per le aziende più strutturate.

Anche se il tuo gruppo è composto da pochi colleghi e collaboratori, la tua missione resta quella di dover influenzare, insieme a loro, un mercato; farti scegliere per la tua offerta tra i vari competitors, e questo ha a che fare con la capacità di essere un leader, cioè guidare e influenzare gli altri, a partire da chi ti sta dando una mano in azienda, cioè i tuoi collaboratori.

La letteratura sull’argomento è pressoché infinita, e come ho anticipato fin dall’inizio del libro, non è mia intenzione aggiungere letteratura d’impresa, bensì darti un manuale pratico e operativo per permetterti di migliorarla, e così anche di applicare la leadership, traendone tutti i benefici che solo questa competenza può dare.

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A tale scopo, entriamo nel mondo della Comunicazione, lo strumento più potente e complesso a disposizione degli individui.

Anche questo è un argomento sconfinato, ricco di regole, tecniche, e pratiche che non possiamo esaurire in questa sessione, ma proviamo a semplificare.

Comunicare significa “mettere in comune” qualcosa: un’idea, un messaggio, un contenuto.

In realtà, comunichiamo in ogni momento, anche con silenzi, pensieri, gesti, sguardi o toni, prima e più che con le parole.

Questi canali di comunicazione non verbale, parlano di noi agli altri molto più di quanto ne siamo consapevoli (93% del messaggio), e spesso tradiscono i nostri veri pensieri quando non sono “coerenti” con le parole che li accompagnano (7% del messaggio).

Quando ciò accade, non veniamo creduti, fino a perdere la fiducia altrui.

Ti è mai capitato di trattenere un risentimento verso un collaboratore o un socio;

sforzarti di apprezzare qualcuno; pensare ad altro mentre un tuo collaboratore ti stava parlando;

osservare dei comportamenti incongruenti con gli accordi verbali presi;

parlare di obiettivi e problemi, cioè di cose diverse, addirittura opposte, con lo stesso tono di voce, o anche ascoltare qualcuno che lo faceva… che effetto ti ha fatto?

Che effetto pensi che faccia alle persone quando un’espressione, un tono di voce, uno sguardo che guarda altrove o sul telefonino mentre si parla, dicono qualcosa di diverso dalle parole?

L’effetto nel tempo, e a seconda dell’importanza attribuita all’oggetto della comunicazione, può essere devastante!

Quando la comunicazione non verbale e quella verbale non dicono la stessa cosa, l’interesse, la stima, la fiducia, l’entusiasmo vengono sopraffatti dalla noia, la malinconia, la rabbia, il risentimento, il senso di frustrazione, fino all’avvilimento, quando i legami di sentimento e fiducia tra le persone che stanno comunicando, sono molto forti.

Tutto questo e molto di più accade anche in azienda, perché ci sono le persone dietro i ruoli e le etichette, e perché la comunicazione nell’ambito professionale segue le stesse regole, anche se è una convinzione diffusa quella di saper tenere separati i vari contesti della vita e quindi i relativi modi di comunicare, ma più che una convinzione si tratta di una illusione, semplicemente perché è impossibile tenere separati i contesti della vita, se non ad un livello superficiale.

Quindi, guidare un’impresa, piccola o grande che sia, significa essenzialmente guidare persone; lo strumento con cui lo fai è la comunicazione, che ti serve per riconoscere le differenze nelle persone, metterle insieme.

Devi avere una visione strategica sul futuro, prendere decisioni sulle persone al fine di sviluppare una organizzazione in grado di realizzare la visione aziendale.

Dunque, la coerenza è la prima virtù che un leader deve possedere affinche possa essere creduto, ascoltato, seguito, e la prima coerenza sta nella sintonia con cui usa i canali di comunicazione; poi può piacere o non piacere, ma questo è un altro aspetto.

Essere un esempio, cioè assumersi per primo delle responsabilità, e occuparsi di tutti coloro che entrano nella sua sfera di influenza, sono gli altri principi guida per un leader (colui che guida), di cui abbiamo già parlato nella prima parte del libro.

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Perché un imprenditore deve saper essere anche un leader per condurre la sua azienda verso il benessere e la stabilità?

Semplicemente perché se non si diventa capaci di usare la comunicazione adeguata alle diverse situazioni che si devono gestire, tutto il lavoro di costruzione, di analisi, di strategia, di organizzazione fatto fin qui, sarebbe inutile, verrebbe disperso e rovinato.

In buona sostanza, è come se tutto il motore dell’impresa, seppur perfetto, girasse senza olio!

Benissimo, ti starai domandando: qual è la comunicazione adeguata alle diverse situazioni da gestire?

Qual è lo stile di comunicazione adatto per correggere un responsabile di grande esperienza, e quello per riconoscere un merito a un giovane collaboratore?

Come commentare i risultati positivi e quelli negativi in una riunione, facendo in modo che le persone ne escano motivate e stimolate?

Come decidere chi assumere e chi licenziare, chi spostare di ruolo, chi affiancare, formare o premiare?

Come motivare le persone, cioè dare loro uno scopo per cui fare le cose?

Leadership e Vision sono legati indissolubilmente.

La Leadership è prendersi per primo la responsabilità di indicare (comunicare) la strada, e di come percorrerla in direzione di una Vision.

Senza una Vision, la Leadership perde il suo significato, perché viene a mancare un dove verso cui guidare qualcuno, un chi voler diventare, un cosa voler ottenere, e il perché.

Senza Leadership, la Vision resta un desiderio, perché mancheranno il confronto con i limiti e la capacità di sapere come arrivare a destinazione.

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Far desiderare alle persone di fare quello che fanno, rappresenta il massimo della motivazione e della spinta alla produttività, oltre che generare un clima di benessere e fiducia nell’ambiente.

 

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L’Impresa di Evolvere

 

 

Photo by Volodymyr Hryshchenko on Unsplash

 

Armando Cignitti

Armando Cignitti

Consulente e Autore, da 22 anni aiuto Imprenditori e Professionisti ad incrementare il valore della propria attività sul mercato, attraverso un metodo di gestione e soluzioni per uno sviluppo aziendale stabile e sostenibile. Ho fondato Improvia per realizzare la "casa del miglioramento continuo" per tutti gli imprenditori, i loro collaboratori e i professionisti che vogliono migliorare le proprie abilità, porsi nuovi obiettivi, ottenere risultati misurabili e duraturi di crescita personale, aziendale ed economica.

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