Quando sei un manager, il detto “no news good news” non sempre è adeguato.

Facile cadere nella tentazione di nascondere la testa sotto la sabbia e assumere come dato di fatto che con i collaboratori vada tutto bene a prescindere, perchè nessuno mai si lamenta.

In realtà, possono esserci ben altri motivi per cui non ti vengono sottoposti problemi.

Hai pensato che semplicemente non si fidino di te?

O magari quando nel passato qualcuno ha cercato di sottoporti un problema hai reagito male, ti sei messo sulla difensiva o li hai etichettati come persone che si lagnano?

Davvero ritieni che sia sufficiente fare il proprio lavoro e tenere la bocca chiusa?

Attenzione, come in ogni aspetto della vita anche nei rapporti di lavoro la comunicazione interpersonale è fondamentale.

In assenza di una solida base di fiducia e di una comunicazione aperta a doppio senso, non sarai destinatario di molte notizie che, al contrario, sarebbe utile conoscessi.

1. “Sto cercando un nuovo lavoro”. Non dovrebbe mai essere un fulmine a ciel sereno ricevere una lettera di dimissioni di un tuo dipendente. Una volta che questo è accaduto, è ormai troppo tardi per fare in modo di trattenerlo. Qual è stato il motivo o i motivi che hanno indotto il dipendente a cercare altro? La chiave per mantenere i tuoi migliori collaboratori è essere in grado di scoprire subito le piccole fonti di insoddisfazione, prima che si trasformino in fratture insanabili.

2. “Non sono molto occupato”. Non esistono molti dipendenti che vadano a chiedere ai propri capi più lavoro. La maggior parte delle persone troverà altre cose da fare per riempire le giornate e produrrà meno del suo potenziale, con il rischio di amplificare la perdita di produttività, se le attività complementari, che scopre utili per occupare il tempo, lo distraggano anche in quei momenti in cui ha qualcosa di lavorativo da svolgere.
Come manager, spetta a te assicurarti che i dipendenti siano correttamente produttivi e abbiano impegnate le loro ore lavorative.

3. “Su questo sei davvero pessimo”. In quanto esseri umani anche i capi hanno punti deboli e difetti ma è molto difficile che un lavoratore dica esattamente al proprio capo in cosa sia carente. E’ il capo che deve metter in piedi dei sistemi per ottenere feedback e soprattutto imparare come reagire alle critiche mosse.

4. “Tu hai dei preferiti!” Avere un rapporto di amicizia con alcuni dei tuoi dipendenti al di fuori del lavoro probabilmente condiziona i giudizi che gli altri avranno sull’imparzialità dei tuoi criteri e sicuramente non verranno a dirtelo esplicitamente.

5. “Non hai la minima idea di quello che faccio e non sembra che la cosa ti preoccupi”. I lavoratori si aspettano che il loro capo abbia la consapevolezza delle attività che svolgono. E soprattutto si aspettano feedback sul fatto che il loro lavoro sia importante e apprezzato.

6. “Il mio collega “sta andando via col cadavere” e sembra che tu non abbia neanche un indizio”. A nessuno piace spettegolare sui colleghi. Ci si attende sempre che il capo sia abbastanza astuto o abbia messo in piedi dei sistemi per conoscere esattamente come stanno le cose ed attribuire correttamente lodi e responsabilità.

7. “Ehi, sto cercando di parlare con te e tu non stai prestando attenzione”. Stai dando ai tuoi collaboratori il 100% della tua attenzione? Loro meritano la tua attenzione incondizionata e sentono di non essere rispettati, quando pensano di non ottenerla.
Da capo devi essere un ottimo “ascoltatore”.

8. “Non sei divertente come pensi di essere!” è una realtà dura da digerire ma solo perché i tuoi dipendenti ridano per i tuoi tentativi di umorismo, non significa che sei davvero divertente.

9. “Non mi piaci proprio!” La maggior parte dei manager desidera essere amato dai propri collaboratori ma voler piacere è un obiettivo non realistico e inadeguato per un leader. La leadership non è un concorso di popolarità; è più importante essere rispettati.
Per essere un vero leader apprezzato dal tuo team puoi leggere questo articolo

10. “Ho alcune grandi idee su come migliorare le cose intorno qui – ma non sembra che tu voglia ascoltarle.” Ti metti sulla difensiva quando un dipendente ti fornisce un’idea su come migliorare qualcosa? Non è certo una soluzione illuminata rispondere con “lo abbiamo già provato e non ha funzionato“, magari accompagnato da un ghigno di superiorità o “Non è così che si agisce da queste parti“.

Se rispondi spesso così, presto smetterai di ricevere i suggerimenti dai tuoi e ti chiederai perché i dipendenti non siano proattivi o innovativi.

Riassumendo il senso di questo post, è evidente che esisteranno sempre pensieri dei dipendenti che resteranno inespressi, occorre solo fare il possibile per evitare di chiudere delle sane, costruttive, proficue vie di comunicazione a due direzioni.

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Photo credit: Honey Yanibel Minaya Cruz on Unsplash

 

Armando Cignitti

Armando Cignitti

Consulente e Autore, da 22 anni aiuto Imprenditori e Professionisti ad incrementare il valore della propria attività sul mercato, attraverso un metodo di gestione e soluzioni per uno sviluppo aziendale stabile e sostenibile. Ho fondato Improvia per realizzare la "casa del miglioramento continuo" per tutti gli imprenditori, i loro collaboratori e i professionisti che vogliono migliorare le proprie abilità, porsi nuovi obiettivi, ottenere risultati misurabili e duraturi di crescita personale, aziendale ed economica.

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