Uno dei quesiti che più frequentemente mi vengono rivolti da imprenditori e professionisti è: “come posso migliorare, o accrescere le mie capacità di leadership?”

Questa esigenza può nascere per le più diverse ragioni quali:

–       aumentare il grado di coinvolgimento dei propri collaboratori all’interno dell’azienda; 

–       iniziare a gestire una squadra di lavoro che ci viene assegnata non avendolo mai fatto prima;

–       costruire una squadra di lavoro per un nuovo progetto dovendo mettere insieme persone che collaborano per la prima volta;

–       creare spirito di appartenenza ad un brand, un ruolo, un’impresa;

–       stabilire obiettivi diversi o sfidanti

–       influenzare le prestazioni del singolo e del gruppo

–       aumentare l’autorevolezza nell’esercizio della propria professione e nella conduzione dell’azienda

–       superare conflitti e disaccordi che compromettono le decisioni e i risultati

e molte altre ancora, tante quante sono le situazioni in cui si vuole imprimere un cambiamento, determinare una risposta verso una direzione ben precisa tracciata dal Leader.

Nell’era della digitalizzazione dei processi e dell’industria 4.0, ma anche del forte ritardo rispetto a queste evoluzioni del modo di fare impresa da parte di larghe sacche di piccola imprenditoria artigianale e di studi professionali solitari “vecchio stile”, che ancora costituiscono il tessuto economico produttivo principale del Paese, è doveroso ridefinire il significato della leadership al fine di poterla utilizzare come efficace e irrinunciabile strumento di crescita e sviluppo.

La Leadership non è qualcosa di astratto che sta in qualche aula di formazione e che non riguarda chi deve mandare avanti la baracca e non ha tempo per certe teorie…come fa comodo pensare a moltissimi piccoli imprenditori che poi però si ritrovano inesorabilmente a combattere con gli stessi problemi irrisolti solo perché si ostinano a cercare le soluzioni nei posti sbagliati, con tutte le conseguenze di frustrazione e affanno economico-finanziario che ciò comporta.

Il suo significato, comune a tutti gli imprenditori grandi e piccoli, e a tutti i professionisti, singoli o associati, è: stabilire degli obiettivi, renderli desiderabili per coloro con i quali si vuole raggiungerli, e creare (tutte, o quasi) le condizioni affinché possano essere raggiunti.

Questa è la leadership, una formula, una ricetta che vuole i suoi ingredienti, un modello di preparazione e di esecuzione.

Le 5 componenti della Leadership

Ho riassunto, di seguito, 5 ingredienti per una leadership sostanziale e concreta.

Primo ingrediente.

Il primo è la persona, sono le persone. È l’imprenditore con la sua visione di dove vuole portare la sua impresa e cosa vuole ottenere. In questa visione deve riuscire a includere quella di chi sta con lui. Deve conoscere cosa desiderano i suoi soci e collaboratori e perché lo desiderano.

Conta soprattutto l’essere qualcuno o qualcosa, e poi viene il fare per ottenere quel qualcosa, diventare quel qualcuno. Questa è la vera motivazione per le persone, cioè il motivo per agire! Ed è solo conoscendo e valorizzando quel motivo in tutti gli attori coinvolti che diventa possibile poi chiedere e ottenere cose fatte dagli altri, quindi i veri risultati. Prima l’essere, poi il fare!

Secondo ingrediente.

Il secondo elemento sono gli strumenti che si possono mettere a disposizione per consentire la migliore esecuzione dei compiti assegnati.

Adottare un modello di business che indichi a tutti il piano d’azione per vincere sul mercato; digitalizzare i processi più semplici eliminando perdite di tempo e di dati; dare formazione ai venditori su come diventare più capaci a farsi scegliere dai clienti, e non solo più preparati sul prodotto o sul servizio.

Terzo ingrediente.

Un terzo ingrediente è capire come migliorare la capacità di risolvere i problemi. Il cosiddetto problem solving, che però aggiunga alla capacità di ragionare e trovare soluzioni attraverso le competenze verticali che risolvono cose complicate, quella di collegare tra loro parti diverse in modo più orizzontale, per semplificare le situazioni complesse. Dunque, non solo competenze ma semplificazione e connessione!

Quarto ingrediente.

Il quarto ingrediente per sviluppare una leadership trainante è l’adattività, cioè la capacità di stimolare e aumentare la sensibilità per le altre culture. È un dato di fatto che ogni settore di mercato in cui si opera sia sempre di più espressione di attori, intelligenze ed esigenze di diverse culture con le quali bisogna imparare a interagire in modo efficace e benevolo. Saper adattare il proprio modo di relazionarsi verso una domanda in continua trasformazione determina la capacità di saper adeguare la propria offerta con successo.

Quinto ingrediente.

Il quinto elemento è rappresentato dall’apprendimento continuo. Così come per il problem solving, non è più sufficiente aumentare solo le proprie competenze e diventare sempre più bravi a risolvere le cose complicate, ma è necessario imparare costantemente nuovi approcci, nuovi schemi d’azione e diversi modelli di gestione che permettano all’impresa di evolvere.

Ora che ci sono gli ingredienti, dovremo andare a conoscere le abilità e gli strumenti per trattarli, e farli diventare una competenza nuova, sempre a disposizione per guidare l’impresa in modo vincente.

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Photo credit: Thomas Q on Unsplash

 

Armando Cignitti

Armando Cignitti

Consulente e Autore, da 22 anni aiuto Imprenditori e Professionisti ad incrementare il valore della propria attività sul mercato, attraverso un metodo di gestione e soluzioni per uno sviluppo aziendale stabile e sostenibile. Ho fondato Improvia per realizzare la "casa del miglioramento continuo" per tutti gli imprenditori, i loro collaboratori e i professionisti che vogliono migliorare le proprie abilità, porsi nuovi obiettivi, ottenere risultati misurabili e duraturi di crescita personale, aziendale ed economica.

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