In un’impresa l’attenzione è concentrata sui numeri, entrate e spese. Tuttavia sono le persone a fare dell’impresa quello che è; ed è proprio dai loro pareri e dai feedback aziendali che devono partire tutti i processi interni.

Il feedback interno è il tassello chiave per creare non solo un clima più produttivo in azienda, ma anche una visione di insieme e più oggettiva necessaria ad esempio per calcolare i costi aziendali e creare la previsione del budget aziendale.

Nonostante quanto detto finora tuttavia sempre più aziende non sanno come impostare questo strumento gestionale o, peggio, tendono a sottovalutarlo. Ecco perché vogliamo spiegarti l’importanza del feedback aziendale come chiave per l’incremento produttivo e per la contribuzione volontaria da parte delle persone.

Procederemo fornendo una panoramica sui seguenti punti:

  • Cos’è il feedback e perché è importante in azienda?
  • Il feedback aziendale è a due vie: non solo negativo.
  • Come strutturare il feedback in azienda: guida pratica
  • Come ricevere ad un feedback in azienda.

La mancanza di feedback in azienda porta frustrazione e mancanza di fiducia verso i dirigenti, rendendo i dipendenti, non spronati a migliorare e non apprezzati, a lavorare passivamente andando a ledere l’evoluzione della tua azienda.

Questo è uno dei blocchi più infidi che colpisce la maggior parte delle aziende, perché spesso non lo si riconosce nemmeno come problema.
Avevi mai pensato all’esistenza di blocchi come questi, che minano la crescita della tua azienda?
Ne esistono moltissimi e spesso nascosti, ecco perché abbiamo preparato una guida gratuita e senza nessun impegno che puoi consultare quando vuoi per abbatterli e tornare a scalare la redditività.

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Cos'è il feedback aziendale

Cos’è il feedback e perché è importante in azienda?

Cosa vuol dire feedback in un’azienda? Sempre più dirigenti e manager entrano in contatto con noi di Improvia credendo di portare avanti una comunicazione efficace con i loro dipendenti, quando in realtà non è cosi.

La maggior parte delle imprese infatti crede che i feedback aziendali siano le critiche ed i giudizi che univocamente vengono rivolti ai dipendenti da parte dei direttori.
In realtà basterebbe soffermarsi sul significato di “Feedback” stesso per capirne l’applicazione pratica.

Infatti la traduzione letterale di questo termine è “nutrire indietro” ed indica esattamente la sua funzione: dare qualcosa a chi lo riceve, che sia apprezzamento, consigli o una dritta per migliorare.
Il feedback è quindi un ritorno di informazioni finalizzato all’individuazione oggettiva di un comportamento, sia per modificarlo ma anche per rinforzarlo.

Questo, nella gestione aziendale, serve per informare il collaboratore sul suo livello di progressione nel raggiungimento degli obiettivi precedentemente assegnati, instaurando un clima di fiducia che renderà i processi aziendali più snelli e veloci.

Affinché ciò avvenga bisogna introdurre la “cultura del feedback” in tutti i livelli dell’azienda, in quanto il feedback aziendale non è uno strumento esclusivo dei dirigenti verso i dipendenti e soprattutto non è solo negativo.
Come costruire il feedback in azienda

Il feedback aziendale è a due vie: non solo negativo.

L’abbiamo sottolineato fin dall’inizio e vogliamo ricordartelo: il feedback non è né critica, né giudizio. Infatti, soprattutto in azienda, il feedback non deve essere solo negativo e soprattutto non unidirezionale.

Ciò porta i dipendenti a vedere in modo negativo i “pareri” dei loro dipendenti, non traendone più insegnamento in quanto si sentono non ascoltati, poco spronati ed intimiditi.

Paradossalmente però, anche i dirigenti non hanno un rapporto positivo con i “feedback” da parte dei propri collaboratori e dipendenti, sia interni che esterni. Questo va a minare il successo dell’azienda, in quanto gli stessi manager sono quelli meno oggettivi sugli affari della propria impresa e senza ascoltare pareri altrui rischiano di bloccare lo sviluppo stesso dell’azienda.

Per aiutare il processo di accettazione dei feedback, serve ricordare che questi possono e devono essere anche positivi. Esplicitare al nostro dipendente, collega o supervisore, che abbiamo apprezzato il suo lavoro, specificandone alcuni aspetti, lo spingerà non solo a ripetere quel comportamento ma anche ad ascoltarci di più la prossima volta che gli comunicheremo un feedback.

Da questo si può poi procedere con dei passi successivi che aiutino l’intera azienda ad instaurare un dialogo interno e una cultura di feedback condivisa. Come fare? Vediamo insieme come strutturare il feedback aziendale.

guida pratica al feedback in azienda

Come strutturare il feedback in azienda: guida pratica

Ciò che frena i manager o i titolari d’azienda nell’adottare lo strumento del feedback in azienda è spesso la paura che questo venga recepito in malo modo e quindi si inneschi da un lato la paura di dare un feedback, dall’altro quella di riceverlo.

Per evitare questo scenario, il modo migliore è costruire la cultura del feedback in modo che questo venga richiesto direttamente, cosi che entrambe le parti si sentano a loro agio nella comunicazione aziendale.

Ma cosa porta le persone a richiedere “feedback”?
Oltre che aver avuto esperienza di riconoscimenti positivi sul proprio lavoro, esistono diversi accorgimenti pratici da usare per aiutare questo passaggio. Vediamone alcuni:

  • Il Feedback non riguarda la persona ma il suo operato. Ciò che spesso fa percepire negativamente un feedback è proprio questa confusione. Il feedback deve riguardare un compito, commentando come questo sia stato svolto o meno e se è stato fatto bene o male.
  • Essere specifici. Perché aiuta ad accogliere positivamente un feedback? Perché è molto più simile ad una critica costruttiva, che rende immediato capire l’errore o gli elementi positivi della nostra azione. Cosi si aiuterà chi riceve il feedback a capire esattamente cosa vogliamo che lui ripeta o non ripeta. A questo si possono aggiungere direttamente suggerimenti di miglioramento, per velocizzare il processo di crescita. Ciò però è un passo delicato se si è ancora in un clima intimidatorio.
  • Essere immediati, non aspettare settimane o mesi per dare un feedback. Sai quando un bambino scrive sul muro? Occorre dirglielo subito che non si fa, spiegandogli il perché e mostrandogli come rimediare.
    Ecco, questo stesso processo va riportato nelle dinamiche aziendali a partire dal feedback produttivo.
  • Dai spazio al tuo interlocutore: accogli la risposta al feedback.
    Come abbiamo già detto, il feedback in azienda non è una comunicazione unilaterale e proprio per questo è importante anche la risposta. E’ ancora più fondamentale come questa risposta viene ascoltata: l’ascolto è infatti l’elemento chiave che sottintende all’intera cultura del feedback ed il modo per far sentire chi parla apprezzato e considerato.

Dall’altro lato chi risponde al feedback si ritrova a dover far fronte ad emozioni contrastanti che vanno sapute gestire per riuscire a trarre il meglio da questo scambio. La cultura del feedback aziendale infatti non si ferma all’emissione del feedback in sé, ma continua con la ricezione ed assimilazione dello stesso.

Come ricevere un feedback in azienda

Come ricevere un feedback in azienda

Spesso quando si riceve un feedback in azienda, soprattutto se a riceverlo è un dirigente, lo vive come un attacco al proprio ruolo o potere. Ciò spinge a gestire lo scambio informativo in modo negativo, interrompendo l’altro, spostando l’attenzione verso lo smartphone o semplicemente non interagendo.

Non saper accogliere un feedback è spesso sintomo di vulnerabilità, una qualità che non dovrebbe far parte dell’operato dirigenziale di un’azienda.

Per accogliere al meglio un feedback esistono degli accorgimenti, quali:

  • Porre lo sguardo su chi parla, per farlo sentire considerato. Tali comportamenti fanno parte della Comunicazione non verbale e si accompagnano a cenni di approvazione e movimenti del capo per indicare l’ascolto attento della conversazione.
  • Fare domande, inerenti e volte alla comprensione del problema. Attendendo che l’interlocutore ci ceda il turno di parola, piuttosto che rispondere con un semplice “Ricevuto”, quando magari non ci è chiaro qualche aspetto o motivo del feedback è più utile chiedere delucidazioni.
  • Riflettere. Questo è l’ultimo tassello della cultura del feedback: ciò che hai detto o che ti viene detto deve diventare un insegnamento per il futuro, sia in positivo che in negativo. Per questo è importante riflettere sulle informazioni acquisite o date per farle nostre e migliorare.

Adesso che abbiamo capito cos’è, come e perché è importante il feedback aziendale, possiamo instaurare un clima produttivo per spingere la crescita della nostra attività oltre il blocco da cui eravamo partiti.
Se  vuoi un accelerazione ulteriore o non sai da dove cominciare per portare una comunicazione efficace tra i tuoi uffici, possiamo trovare la soluzione insieme: prenota la tua prima consulenza gratuita e senza impegno.

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Armando Cignitti
Consulente aziendale e Fondatore di Improvia
mail. a.cignitti@improvia.it

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Photo credit: Anastasiia Chepinska, Lucas Blazek, Markus Winkler, Recha Oktaviani, Stellrweb, William Iven on Unsplash

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Armando Cignitti

Armando Cignitti

Consulente e Autore, da 22 anni aiuto Imprenditori e Professionisti ad incrementare il valore della propria attività sul mercato, attraverso un metodo di gestione e soluzioni per uno sviluppo aziendale stabile e sostenibile. Ho fondato Improvia per realizzare la "casa del miglioramento continuo" per tutti gli imprenditori, i loro collaboratori e i professionisti che vogliono migliorare le proprie abilità, porsi nuovi obiettivi, ottenere risultati misurabili e duraturi di crescita personale, aziendale ed economica.

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