Il magazzino è una delle voci del capitale circolante che bisogna gestire in modo straordinario nel momento in cui si ferma, o se le scorte dei tuoi prodotti si accumulano e faticano a ruotare in modo ottimale.

Le cause possono essere molteplici e dettate dall’ “interno” come una crisi dell’area commerciale, la perdita di clienti o una gestione superficiale degli indici di rotazione, tanto per fare alcuni esempi, ma possono intervenire anche fattori esterni all’azienda a bloccare il magazzino, come una diminuzione non prevista della domanda, il cambiamento di normative specifiche legate al prodotto che richiedono adeguamenti, l’ingresso nel mercato di nuovi competitor, ecc.

Così come si può verificare anche una combinazione di più fattori, interni ed esterni all’organizzazione, che possono creare un problema strutturale per il consumo dei beni in stock.

Organizzazione e gestione dei processi

La prima soluzione che ti illustro è la più efficace, sempre.

Di qualsiasi prodotto si tratti, ad eccezione di eventi straordinari derivanti dal mercato, nella maggior parte dei casi il problema del magazzino fermo nasce prevalentemente da criticità gestionali interne all’azienda, a volte anche in concomitanza di cause esterne.

Bisogna guardare ai processi interni e al management.

È tipico di molte piccole aziende, che vendano etichette, espositori o veneziane, subordinare l’attenzione di tutte o quasi le funzioni aziendali alla fase produttiva, o alla domanda del mercato se l’azienda fa distribuzione o commercializzazione, dando per scontato che il resto vada da sé.

Il commerciale vende, l’amministrazione incassa, l’imprenditore è preso con le banche, però…il magazzino si ferma e accumula debito.

Allora significa che il commerciale non sta vendendo, che l’amministrazione non sta incassando (e probabilmente nemmeno dovrebbe farlo), che l’imprenditore è in banca a negoziare prestiti invece che a chiudere i fidi, che i reparti sono slegati o in conflitto tra di loro, che manca una pianificazione efficace, ecc.

In effetti, questa fotografia semplifica brutalmente il fatto che poi si vadano a cercare le soluzioni dalle parti sbagliate, come ad esempio spesso accade, chiedere in banca maggiore liquidità con progressivo ulteriore indebitamento e aumento degli oneri che si mangiano gli utili, insieme ai maggiori costi della merce invenduta, senza rendersi conto realmente che sono il corretto funzionamento dell’organizzazione, e la capacità di chi è responsabile dei vari ruoli e funzioni, a fare in modo che non si creino magazzini ingolfati che rendono obesa l’impresa.

Promo e smaltimento scorte

Può essere un po’ diverso quando le cause sono prevalentemente esterne all’azienda, come una crisi imprevista o un nuovo competitor, e allora se produci materiale per l’edilizia, cristalli per automobili o surgelati, dovrai smaltire le scorte, far girare articoli basso-rotanti, con promozioni e ribassi, anche legandoli a tempi di incasso ridotti, o come “bonus” sull’acquisto di altri prodotti, piuttosto che altre forme di incentivo per il mercato, al fine di decongestionare il magazzino e creare liquidità.

Viene da sé che diventa opportuno combinare la capacità di identificare e rimuovere le criticità interne con la rivitalizzazione del offerta nelle situazioni più complesse e bloccate.

“Smobilizzazione temporanea”

Una terza modalità, abbastanza innovativa, che può essere adottata nell’ambito di realtà produttive strutturate per alleggerire il peso finanziario e la gestione del rischio legato alla necessità di avere un magazzino importante, è una sorta di “smobilizzazione temporanea”, attraverso strumenti e veicoli di banche che acquistano i semilavorati dell’azienda per tutto il periodo della lavorazione, dando mandato al produttore di completare il processo produttivo.

Ne è un esempio il caso tra Credit Agricol Cariparma e Gennari del Gruppo Granarolo che produce prosciutti.

Questa soluzione, di fatto permette all’azienda di deconsolidare il magazzino dal bilancio, con il vantaggio di aumentare il capitale circolante d’impresa; continuare a gestire e vendere il magazzino durante la lavorazione; non essere aggredibile dai creditori in caso di fallimento, insomma una vera alternativa ai finanziamenti ottenuti dovendo dare in garanzia il proprio magazzino.

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Photo credit: Morning Brew on Unsplash

 

Armando Cignitti

Armando Cignitti

Consulente e Autore, da 22 anni aiuto Imprenditori e Professionisti ad incrementare il valore della propria attività sul mercato, attraverso un metodo di gestione e soluzioni per uno sviluppo aziendale stabile e sostenibile. Ho fondato Improvia per realizzare la "casa del miglioramento continuo" per tutti gli imprenditori, i loro collaboratori e i professionisti che vogliono migliorare le proprie abilità, porsi nuovi obiettivi, ottenere risultati misurabili e duraturi di crescita personale, aziendale ed economica.

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