Quando cerchi di risolvere un problema in azienda, di solito da dove parti?

Cerchi di rispondere in modo estemporaneo alle emergenze man mano che si manifestano, oppure fai preventivamente riferimento ad un modello organizzativo semplice ma strutturato, che ti metta in condizione di affrontare le eccezioni come tali?

O invece sei tra quelli che pensano che nel proprio settore, nella propria attività, non sia possibile evitare di essere in costante affanno, urgenza o emergenza?

Beh, non importa in quale settore operi e quanto sia specialistica o di nicchia la tua area di competenza, in questo articolo voglio mettere in evidenza l’efficacia che può avere una buona analisi preliminare dello “stato dell’arte” della tua impresa e del tuo “sistema di governo”, al fine di assegnare un indirizzo corretto, puntuale e risolutivo, per ogni carenza visibile e invisibile che stia bloccando o rallentando i risultati e gli utili attesi.

Proprio come ogni individuo, che pur diverso da tutti gli altri, si sottopone alle medesime analisi cliniche che farebbe chiunque altro, per poter conoscere a fondo un “certo” stato di salute perché spinto a farlo da determinati sintomi, ugualmente, vale per lo stato di salute dell’impresa e del suo leader che si trovi di fronte a segnali di malessere o malfunzionamento, dovrebbe fare un check, un tagliando!

La checklist di autovalutazione che ti invito a compilare serve proprio a questo scopo, fare in modo che le azioni ed eventuali investimenti successivi, piccoli o grandi, siano quelli giusti. Quelli che servono!

E non tentativi scollegati tra loro, slegati nel tempo ed economicamente rovinosi, da cui non se ne esce sicuramente in “buona salute”.

Come se oggi prendessi le aspirine, poi gli antibiotici, poi il cortisone, senza una diagnosi precisa e una ricetta specifica di cosa serva davvero per correggere la situazione.

Purtroppo, sono ancora in larga maggioranza quegli imprenditori che preferiscono non fermarsi un momento per capire davvero come risolvere le problematiche, piuttosto continuano a spingere a testa bassa, perché è così che hanno sempre fatto, perché pensano di avere già tutte le risposte (purtroppo sono sbagliate quelle che non danno i risultati sperati!), o perché pensano che nessuno possa aiutarli in quella che credono essere una condizione unica, che riguarda solo loro e il proprio mondo aziendale!

Niente di più sbagliato, e oramai anche molto superato come punto di vista per far tornare la propria impresa a crescere, che invece necessita di voglia di superare certi limiti e non precludersi le soluzioni che non sei riuscito a trovare da solo o attraverso altri tentativi.

Come nel caso di Franco, titolare di una delle maggiori aziende italiane di distribuzione alimentare di fresco, che cercava la serenità del leader che sa dove sta portando l’azienda.

Pur essendo riconosciuto come tale nella sua impresa, non riusciva a riorganizzarla e a tranquillizzare i suoi collaboratori facendoli lavorare meglio, per aumentare la produttività e mettere le basi per la crescita che voleva imprimere.

Voleva rafforzare la sua leadership nel gruppo dei soci, riuscendo a saper guidare l’azienda nella direzione che riteneva necessaria, e voleva impostare un modello di incentivazione per implementare la direzione vendite, carente di un modello di budget e controllo e del relativo sistema di incentivazione, con tanto di commerciali frustrati e delusi.

Sapeva che se non avesse dato questi segnali, avrebbe corso il serio rischio di perderli, e di conseguenza, i suoi soci avrebbero messo in discussione la sua leadership.

Delineammo le cose da fare in modo puntuale.

Dovevamo aumentare la qualità delle persone da inserire in alcune funzioni;

migliorare le performances commerciali, stabilizzando la direzione vendite;

ridefinire la strategia aziendale e avere un modello organizzativo strutturato senza dovere sempre intervenire in modo estemporaneo per risolvere i problemi emergenti.

Per mantenere la sua posizione di leader abbiamo lavorato sulla gestione della sua emotività, che spesso pesava sulle relazioni con soci e collaboratori, causando problemi a cui dover riparare, rallentando così la riorganizzazione dell’azienda.

Infine, ma di maggior impatto, è stato sopperire all’incompetenza manageriale diffusa nell’organizzazione.

Un contesto in cui non si pianificava e si facevano le cose quando ne nasceva l’esigenza, con tutte le inefficienze e conseguenti perdite di tempo, denaro, energie, motivazione, fiducia.

Risorse, che ovviamente abbiamo riconquistato con gli interessi.

Ebbene, siamo partiti da un semplice check-up!

Entra anche tu a far parte delle imprese che evolvono!

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Photo credit: Chris Lawton on Unsplash

 

Armando Cignitti

Armando Cignitti

Consulente e Autore, da 22 anni aiuto Imprenditori e Professionisti ad incrementare il valore della propria attività sul mercato, attraverso un metodo di gestione e soluzioni per uno sviluppo aziendale stabile e sostenibile. Ho fondato Improvia per realizzare la "casa del miglioramento continuo" per tutti gli imprenditori, i loro collaboratori e i professionisti che vogliono migliorare le proprie abilità, porsi nuovi obiettivi, ottenere risultati misurabili e duraturi di crescita personale, aziendale ed economica.

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